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Gita a Genova - 2-11-2010



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Le prime I.T.E. del Balducci a Genova
Le classi in
visita all’Acquario ed al Festival della Scienza
Pontassieve – Genova
6.20 del 2 novembre 2010: ritrovo delle classi prime I.T.E. presso il piazzale
della scuola con destinazione Genova. Partenza alle 6,45 per ritardo causato da
alcuni studenti che poi non si sono presentati…Durante il tragitto la strada
correva velocemente sotto di noi, fino alla fastidiosa “coda” alle porta della
città, che ha provocato un ulteriore ritardo sulla tabella di marcia. Ore 10,40:
arrivo all’acquario, le due classi si dividono ed intraprendono due percorsi
diversi. Ore 11: noi ragazzi della prima B siamo entrati per far visita ad uno
dei più grandi acquari d’Europa: l’Acquario di Genova e le prof. ci hanno dato
il permesso di girare per i vari ambienti raggruppati con i compagni che
volevamo noi. Dopo mezzogiorno, finita la visita, sotto una noiosa pioggia, ci
siamo incamminati per i carrugi del centro storico alla ricerca dei palazzi in
cui erano allestiti i laboratori del festival della Scienza. Giunti a palazzo
Grimaldi della Meridiana, accolti da una giovane guida, abbiamo svolto degli
esperimenti per comprendere meglio l’idea di infinito e dei giochi didattici
utili per la rappresentazione di uno spazio infinito. La visita si è conclusa
con la visione di un filmato utile a comprendere la replicazione e
moltiplicazione di forme. Ore 14,30: pausa pranzo, ma il ruolino di marcia è
serrato… alle 15 ci aspetta un altro appuntamento a Palazzo Ducale per il
Festival della matematica, anche qui una guida ci ha mostrato varie esperienze.
Alle 16 usciamo dalle sale antiche e tra le vie di una Genova, sempre sotto la
pioggia, andiamo al porto per salire sul pullman che ci ha riportato“a casa”.
Durante il tragitto, la strada sotto di noi correva ancora velocemente sotto gli
ultimi bagliori di luce del tramonto…siamo tornati stanchi, ma felici per la
meravigliosa giornata passata insieme.
ANGELA,
MARCO, NINO, DAVID |
 
Il
Centro di Genova in una giornata grigia di pioggia
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Tour dell’Acquario
Impressioni tra le vasche……
Entrati nell’edificio abbiamo potuto osservare la varietà di specie di pesci
presenti nei mari e nelle acque del mondo. Passando nei corridoi che si
articolavano tra le vasche, abbiamo incontrato gli squali, pesci pericolosi ma
non per questo discriminati rispetto agli altri. Lì vicino c’era la vasca dei
delfini, mammiferi con un’intelligenza molto sviluppata. Proseguendo nel nostro
percorso, ci siamo divertiti ad osservare i pinguini inseriti in una
riproduzione del loro habitat naturale, simpatici perché sembravano guizzare
sulle pietre e mettersi in posa di fronte ai nostri obiettivi. Avanzando ancora,
presso altre vasche, ci sentivamo quasi inseriti nel cartone animato “Nemo”,
tanto erano le specie variegate e coloratissime. Una curiosità: nella
rappresentazione dell’ambiente della foresta pluviale si poteva vedere il
coccodrillo portafortuna: le persone gettavano i soldi nella vasca con la
speranza che l’animale realizzasse i propri desideri: il solito clichet del
lancio delle monete nelle fontane o vicino ai monumenti (fontana di Trevi, il
Porcellino…) Ed alla fine l’esperienza tattile: abbiamo toccato le razze
adagiate sulla sabbia di vasche alla portato della mano di tutti.
Sara, Daniela,
Jacopo, Alessio, Cristina |
 
 
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“ La Gita”
Io, tu, noi…
Il 2 novembre le classi prime si sono recate a Genova per visitare l’Acquario e
per partecipare al festival della Scienza. Durante la giornata fuori dalle mura
scolastiche i rapporti tra noi alunni si sono consolidati o addirittura creati.
Prima di ritornare ci siamo fermati al Mc Donald’s; qui, parlando, oltre a
mangiare, abbiamo avuto modo di approfondire la nostra conoscenza. Ma è stato il
viaggio nel pullman, sia all’andata che al ritorno, il momento in cui
scherzando e parlando abbiamo avuto modo di capirci meglio; quindi il viaggio ha
rappresentato l’apertura e la socializzazione.
Alessia S.,
David, Alessia B., Andrea |
 

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A Palazzo Grimaldi della Meridiana
Il laboratorio sull’infinito
Al Palazzo Grimaldi della meridiana abbiamo incontrato una studente della
Facoltà di Matematica di Milano incaricato di seguirci che,come inizio, ci ha
raccontato il funzionamento delle cellule. C’era una tavoletta a quadrati che
serviva a capire che una cellula da sola non poteva sopravvivere, due non
sopravvivevano per isolamento, tre sopravvivano per affollamento, quattro
morivano; abbiamo provato questo gioco anche al computer: così potevamo vedere
molto più rapidamente la fine delle sequenze, quando ci sarebbe stata vita e
quando no.Poi, per immaginare come si potesse pavimentare una stanza infinita, ci è stato
mostrato un cubo aperto soltanto nella parte superiore con le pareti di
specchio. Una volta inserita una pallina, essa veniva riflessa per un numero
infinito di volte perché uno specchio rifletteva l’altro. Dalla parte inferiore
si poteva mettere un cartoncino colorato che aveva la funzione di tappeto.
Sopra il cartoncino colorato c’erano disegni colorati a metà. Quando ci si
abbassava per vedere uno specchio si osservava che il quadrato si vedeva per
intero.Dopo siamo passati in un’altra stanza dove abbiamo assistito alla proiezione di
un video che trattava di Penrose e dei fiocchi di neve per introdurci ai
frattali e alle tassellature non periodiche.L’insieme di Penrose è un insieme aperiodico, il che significa che tutte le
tassellature che si riescono a costruire con i rombi e il vincolo descritto sono
sempre non periodiche.
Nicolae, Ardit, Fabio, Denise |
 
 
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La
Mostra “Odissea”
La denominazione di questa mostra fa riferimento allo sviluppo della matematica
e della scienza intorno al bacino del Mediterraneo, ed è titolata con il nome
del poema di Omero.Il nostro gruppo ha seguito le spiegazioni di una giovane guida che, lungo il
percorso, ci ha illustrato alcuni principi matematici mostrandoci delle attività
sperimentali su oggetti ricostruiti dai curatori ed ispirati alle teorie-
scoperte dei “ pensatori”. Il primo oggetto che abbiamo visto è stata una
rudimentale chitarra con una corda di ferro leggermente scordata; abbiamo potuto
notare che diminuendo la lunghezza il tono della nota cambiava. Successivamente
abbiamo visto un esperimento per confermare il teorema di Pitagora. In un
triangolo rettangolo, la somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti, è
uguale all’area del quadrato costruito sull’ipotenusa.Il triangolo si presentava con l’angolo di 90° posizionato in alto e con il
quadrato costruito sull’ipotenusa completamente colorato grazie ad un liquido.
Ruotando il triangolo intorno ad un pernio in modo da avere l’angolo di 90° in
basso, il liquido scorreva fino a svuotare il quadrato costruito sull’ipotenusa
e a riempire completamente i quadrati costruiti sui due cateti. |


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Abbiamo poi visto una tabella con i numeri da 2 a 50 ed abbiamo osservato una
tecnica per determinare i numeri primi presenti, ovvero numeri divisibili per se
stessi e per 1 o per meglio dire divisibili esattamente per due numeri (1 non è
un numero primo perché si può dividere solo per se stesso).

Perciò per determinare i numeri primi cancelliamo:
- i multipli di 2,
primo numero presente, ad eccezione di esso
- i multipli di 3,
secondo numero tra quelli rimasti, ad eccezione di esso
- i multipli di 5,
terzo numero rimasto, ad eccezione di esso
- i multipli di 7,
quarto numero rimasto, ad eccezione di esso
- Dopo avremmo dovuto eliminare i multipli di 11, ma erano
stati eliminati in precedenza perché anche multipli di 2 e
di 3.
I numeri rimanenti, non
risultando multipli di alcun numero, sono numeri primi.
Marco, Matteo, Christian |
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